| vérse

by Gianluca Amato

Il tempo si è preso la tua pelle

e ti ha bruciato gli occhi

la lingua antica dei tuoi piedi

da due millenni

parla a forma di chilometro. 

Ogni tetto 

è volontà 

d’infinito

ma ogni albero di cielo:

sei arrossito perchè brucio io

ma un giorno

tutto questo

sarà dio

Continuavo a baciarti

così

sperando che ogni bacio

potesse stirare il tempo

fino al prossimo bacio

così

di bacio in bacio

progettando un eterno

che,

monotono,

mi sarebbe bastato.

un tornado dentro forte

ha succhiatomi la pelle

ogni bisogno

per lasciare

una maglia

e una coperta

corte entrambe

si apre un vuoto intorno

un vuoto d’ira

mi ha riempito un minuto

ed un secolo di pensieri

Non chiedo che amarti

e una casa

per amarti

e pochi soldi

per amarti 

ed essere felice

ma ti amerei anche 

nel buio di una nuvola spenta

di notte

senza luna:

non c’è luce

ma solo uno spiraglio

ti vedo, e ti amo.

Farò il mio giorno

i miei cerchi 

i miei quadrati

rossi

blu 

gialli

già lo so

mi viene tutto uguale

la certezza di riuscire

è la mia sconfitta

Vorrei mi fossi figlia

e avere partorito

l’oro tuo

scolpito

ambito

senza l’osso 

dell’ipocrisia

né il grasso dell’esibizione

affigerti la mia paternità

senza discendenza

senza doverti condividere

con un intero genere